visita guidata a siena
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Viaggio in Toscana alla scoperta di Siena

Tra le tappe immancabili nell'ambito di un viaggio in Toscana, Siena è senza dubbio tra le più importanti e le più prestigiose. Si può decidere di viaggiare all'avventura o di affidarsi a un pacchetto predisposto da un'agenzia, di visitarla da soli o in compagnia, di fare riferimento a una guida o di passeggiare da autodidatti: le opzioni a disposizione sono molteplici, e ognuna di esse è in grado di dare vita a sensazioni uniche. Anche perché le location da ammirare nella città del Palio sono davvero tante: a cominciare da Piazza del Campo, che spesso viene annoverata - non a torto - tra le piazze più belle di tutto il mondo.

Che si scelga di optare per una visita guidata a Siena o di esplorare la città in autonomia, Piazza del Campo è in ogni caso fantastica e imperdibile: in primo luogo, per la sua forma speciale, che è quella di una conchiglia con nove spicchi, che si può cogliere solo se la si guarda da una prospettiva elevata, per esempio salendo in cima alla Torre del Mangia. D'altro canto, questa piazza rappresenta il cuore pulsante di Siena sin dal XIV secolo, e nel corso degli anni ha saputo mantenere inalterato il proprio fascino. Da mercato ad agorà, da luogo di ritrovo per i residenti ad attrattiva per turisti in arrivo da ogni parte d'Europa e del resto del mondo, la piazza si trasforma soprattutto in occasione del Palio: se a tutti questi particolari si aggiunge la lieve pendenza, che contribuisce a fare sì che la sagoma del Palazzo Pubblico sembri ancora più imponente, non è difficile capire perché questo scorcio venga immortalato in fotografie e cartoline. Tra l'altro, in alto si trova una delle più intriganti fonti d'acqua del posto, la Fonte Gaia, una copia di quella che venne scolpita tra il 1409 e il 1419 da Jacopo della Quercia.

Da non perdere, poi, è la già citata Torre del Mangia, alta 88 metri, che garantisce una vista spettacolare, che comprende tutta Siena: non solo Piazza del Campo, quindi, ma anche il Duomo e i colli più lontani. Curiosa è la storia del nome di questa torre, intitolata al suo primo custode che, secondo la leggenda, era solito spendere tutto il denaro che guadagnava rifocillandosi nelle osterie locali: per questo, era stato ribattezzato dai suoi concittadini Mangiaguadagni. Un altro mito rivela che, mentre la torre veniva costruita, ai suoi piedi siano state seppellite diverse monete con scopo ben augurante (per avere fortuna, insomma). Inoltre, si dice che le pietre che riportano le scritte ebraiche e latine che si trovano a ciascun angolo della torre abbiano il compito di preservare l'edificio dalle tempeste, tenendo il più possibile lontani i temporali, i tuoni, i lampi e i fulmini.

 


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